SHOWCAST. Dal programma simbolo di MTV Italia, “brand:new”, al programma TV senza TV, “Vent’anni che non esco”. La filosofia come strumento logico applicato ai media e alla società. Difende l’autonomia delle nuove generazioni contro i “microfascismi” del possesso e vede nel cinema la forma suprema di arte totale, un processo collettivo che unisce ogni espressione creativa.

Lucido filosofo, attitudine punk, personalità dissacrante. Massimo Coppola è balzato agli onori della televisione negli Anni Zero quando il suo “brand:new” con un potente mix di avanguardia, ironia, accesi interventi sull’attualità, riflessioni, aneddoti, interviste e – ovviamente, dato che era trasmesso da MTV – tanta musica, è diventato molto più di un cult, un vero è proprio programma di riferimento.
Da quello studio verde in cui ha fermato la carriera accademica appena iniziata con il dottorato dopo la laurea in Filosofia della Scienza, ha dato il via a un intenso e poliedrico percorso professionale nell’ambito artistico-culturale come regista, conduttore, autore, scrittore, speaker, consulente, sceneggiatore, direttore di giornale, editore.
A 25 anni dalla prima puntata di “brand:new”, la scorsa primavera ha portato nei teatri italiani “new:brand:new” uno spettacolo in cui ha affiancato a testi inediti scritti ad hoc, spezzoni della trasmissione arrivati fino ad oggi grazie alle videocassette registrate negli Anni Zero dai fan. Qualche mese più tardi, ha lanciato lo showcast “ventanni che non esco”, un programma TV senza TV a cadenza settimanale ma con lo stesso sfondo verde alle sue spalle e la stessa vibe dei tempi del tubo catodico.
Insieme abbiamo chiacchierato di ricordi, filosofia, modi di informarsi, speranza nelle nuove generazioni e arte totale.
Una fetta di più o meno quarantenni del 2026 ha in comune il fatto di essere stati teenager che seguivano “brand:new”: da adolescente qual è stato per te il suo corrispondente?
Parti subito così, col bildungsroman, i ricordi dell’adolescenza…
Sì!
Allora… Ho abbastanza un blackout su quella fase della mia vita, non ricordo molto. Però, se devo risponderti proprio dal punto di vista tecnico, un programma televisivo che andava in onda di notte, a cui devo molto è “Fuori orario” diretto da Enrico Ghezzi, una persona che peraltro ho avuto la fortuna di poter conoscere e frequentare. Forse il mio “brand:new” era “Fuori orario” che mostrava dei film normalmente non facilissimi da vedere, aveva una fantastica sigla con le immagini de “L’Atalante” di Jean Vigo e le note di “Because The Night” cantata da Patti Smith… Non ne parlavo con nessuno, era una cosa abbastanza mia, e lo è stato per tanto tempo.


