
Riccardo Guasco / Ugo La Pietra / Roberta Torre / Andrea Appino / Francesco Grisi / Giacomo Spazio / Ilaria Magliocchetti Lombi / Mauro Durante / Marina Rippa / Fabián Villa
Awand n. 18 - Inverno 2025-2026
In copertina Riccardo Guasco
4. Arte. Intervista a Ugo La Pietra di Simona Cesana
10. Cinema. Intervista a Roberta Torre di Stefano Lorusso
16. Disegno. Intervista a Riccardo Guasco di Antonio Cornacchia
22. Portfolio. Riccardo Guasco
30. Musica. Intervista a Andrea Appino degli Zen Circus di Fabio Pozzi
36. Cinema. Intervista a Francesco Grisi di EDI di Stefano Lorusso
40. Arte. Intervista a Giacomo Spazio di Antonio Cornacchia
46. Fotografia. Intervista a Ilaria Magliocchetti Lombi di Antonio Cornacchia
52. Portfolio. Ilaria Magliocchetti Lombi
60. Musica. Intervista a Mauro Durante del Canzoniere Grecanico Salentino di Silvio Teot
66. Teatro. Intervista a Marina Rippa di Anna Lucia Cagnazzi
70. Rubrica. Ritratti di editoria indipendente di Francesco Ciaponi
71. Rubrica. I libri d’artista di Tiziana Romanin
72. Rubrica. I luoghi dell’arte di Michele Cornacchia
73. Rubrica. Rivelazioni di Roberta Molteni
74. Rubrica. Un poco di buono
76. Fondamenta. Fondazione Rossi Intervista a Fabián Villa di Marianna Monguzzi
Biglietti ai nemici
«Quando nasce l’uomo è tenero e debole: quando muore è duro e rigido.
I diecimila esseri, piante e alberi, durante la vita sono teneri e fragili; quando muoiono sono secchi e appassiti. Perciò ciò che è duro e forte è servo della morte; ciò che è tenero e debole è servo della vita».
Questo è il biglietto numero 10, quello della decima ora della notte in Biglietti agli amici, pubblicato nel 1986 da Baskeriville e scritto da Pier Vittorio Tondelli, autore che nel settembre 2025 avrebbe compiuto settant’anni se l’AIDS non l’avesso portato via nel dicembre del 1991.
Apriamo così questo “eccezionale” numero di Awand, con questo inno alla vita, tenera e fragile, per mandare un messaggio, un biglietto a chi in questi mesi si danna l’anima per trovare nemici con cui fare la guerra, con cui fare a gara a chi è più forte. Spartani di cartapesta, maledetti pazzi fottuti che non riescono a godere delle meraviglie della vita. Un numero “eccezionale” non tanto per quello che contiene — quel giudizio spetta a voi lettori — quanto per quello che non contiene: per la prima volta non ci sono interviste a scrittori o poeti. È solo un caso, amiamo molto (certe) immagini, ma non facciamo certo guerra alle parole.
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