Awand. Rivista analogica di arti e creatività

Intervista al direttore del Centro di Arte Contemporaneo Wifredo Lam e curatore del Padiglione di Cuba alla Biennale di Venezia 2022

Libri e album musicali allo stesso tempo: è la formula adottata dalla piccola casa editrice romana. Dalle ricerche di Leydi, De Martino e Carpitella alle più recenti produzioni dei Fratelli Mancuso e Peppe Voltarelli, vincendo nove Targhe Tenco e preservando una irrinunciabile libertà.

«È come se prendessi il lettore per mano dicendogli “Adesso attraverseremo dei corridoi bui, non preoccuparti, non ti perderai, io ti condurrò ma il senso di questa esperienza rimarrà a te trovarlo”».

Con Nuages, galleria e casa editrice, ha lavorato e lavora con alcuni dei più grandi illustratori al mondo: «Di alcuni sono diventata grande amica, come Folon e Luzzati. Ho avuto più dei miei sogni. Non avrei mai immaginato una vita così bella e libera.»

Dalla musica progressive dei Settanta alla new age, passando dalla canzone d’autore e le collaborazioni con Battiato, Fossati e De André . “È l’arpa la mia signora! Dal vivo preferisco stare solo con lei”

«L’arte è sempre stata per me uno strumento fondamentale sia per una personale ricerca, sia per tentare di operare cambiamenti di carattere socio culturale, ma nelle mie opere ho preferito esprimermi in modo indiretto, elaborando appositi strumenti per giungere alle persone».

«La scrittura per me ha un solo obbligo: essere interessante. Questo obbligo ovviamente ogni scrittore e lettore lo declina a proprio gusto, ma non credo che debbano esserci altri doveri, né civili, né militanti, ci sono se lo scrittore li sente.»

Intervista al direttore del Museo Nazionale di Belle Arti in passato alla guida della Biennale della stessa capitale cubana

A Roma l’Associazione Piccolo cinema America gestisce il Troisi. I rapporti con la distribuzione, le politiche dei prezzi, la sala studio ma «Prima di tutto viene la comunità. È una esperienza che si educa nel suo crescere quotidiano. Nel rapporto con le persone, nel confronto, nella progettazione, nella gestione economica, in tutto.»

Luca Giovanardi ripercorre quasi trent’anni di vita della band «Oggi i Julie’s non sono neanche più identificabili nell’indie rock di allora, veniamo rubricati un po’ nello psych, alcune volte nel prog, ma a noi piace questa cosa di essere difficili da inquadrare.»

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