Awand. Interviste alla creatività

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Che cos’è Awand? È un oggetto tangibile, fatto di carta e inchiostro. Una rivista, trimestrale e a tiratura limitata, con lunghe interviste ad autrici e autori che agiscono nell’ambito delle arti e della creatività. Vogliamo conoscere la loro formazione, la carriera, la poetica, il metodo e soprattutto le motivazioni: vogliamo capire perché queste persone suonano, dipingono, filmano, scrivono, eccetera. Vogliamo osservare il processo creativo per scoprire le urgenze che fanno nascere le opere, i suoni, le azioni. 

Intervisteremo uomini e donne in grado di raccontare storie interessanti, anzi, il cui lavoro è interessante, perché noi siamo quello che facciamo. Persone che usando i linguaggi delle arti innescano riflessioni, mettono in dubbio le nostre certezze, ci rendono (anche solo un po’) più consapevoli di chi e cosa siamo, di cosa facciamo, di quello che succede dentro e intorno a noi tutti.

 Lo faremo cercando di non scivolare nel mainstream più scontato e di non serrarci in una nicchia angusta e asfittica, attraversando i linguaggi e i generi, così da tenere insieme arti visive e musica, fumetto e cinema, teatro e letteratura... senza pregiudizi e senza considerare un linguaggio più importante di un altro.

Vogliamo farlo evitando il gergo autoreferenziale, per iniziati, di molta stampa specialistica. Vogliamo parlare in maniera chiara e semplice anche quando si affrontano temi profondi e complessi.

Vi sembrano intenzioni, argomenti e strumenti poco alla moda, vero? Intorno a noi tutto è impalpabile più che digitale, tutto va a velocità folle scivolando sulla superficie, sfiorando piccole e grandi questioni, consumando idee, merci, esistenze. Noi vogliamo invece renderci corpo estraneo di questa bulimia informativa. Vogliamo respirare profondamente e dedicare il giusto tempo alla lettura, eliminando le distrazioni, anche quelle grafiche. Vogliamo dare la giusta attenzione alle cose.

Awand si pronuncia auànd e non è una parola esotica. Nel dialetto pugliese significa letteralmente agguanta, afferra, ma in senso figurato significa fai attenzione. Esortazione e auspicio allo stesso tempo.

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