Interviste
- Marianna Monguzzi
Fondazione Rossi. Fabián Villa racconta la storia della Linterna, una tipografia storica in Colombia. «È nata senza denaro, da una promessa di solidarietà e da un gesto di fiducia. Da allora non abbiamo mai smesso di stampare, di imparare, di condividere. Non è solo una tipografia, ma una scuola di saperi e di relazioni.»
- Anna Lucia Cagnazzi
TEATRO. C’è chi arriva al teatro partendo dalla parola, e chi invece lo incontra attraverso il movimento. Marina Rippa appartiene a questa seconda categoria facendo del teatro un luogo di trasformazione comunitaria e individuale.
- Antonio Ant Cornacchia
FOTOGRAFIA. Ha cominciato con la scena indie, ora è tra le ritrattiste più apprezzate d’Italia. «Fa impressione constatare che a livello di immaginario visivo le donne debbano sempre avere più o meno 30 anni e che non si possa vedere una ruga». «Il backstage dei concerti è il luogo in cui mi sento meglio al mondo». «Questo bombardamento costante di immagini mi affatica, credo che inquini lo sguardo, lo influenzi, nel senso che poi tendi a introiettare una certa estetica anche se non vuoi»
- Antonio Ant Cornacchia
Giacomo Spazio è stato ed è tante cose, artista visivo, poeta, performer, graphic designer, art director, musicista, discografico...
- Stefano Lorusso
CINEMA. Ha lavorato agli effetti visivi per decine di importanti produzioni italiane e straniere. Dall’Italia ha conquistato l’America e il mondo Marvel, cavalcando l’esplosione di un settore diventato strategico: «Siamo i nuovi studios, abbiamo il controllo di sempre più elementi in un film. E potremmo presto arrivare a produrre da soli.»
- Fabio Pozzi
MUSICA. Con gli Zen Circus e da solista è una delle voci più vere e seguite del panorama rock indipendente italiano «Sui social troviamo cinque modi per essere felici, quattro modi per capire come stare bene, le morning routine, frullati, proteine, però il risultato nel mondo là fuori è che si ripete il Novecento. Se si ripetono i soliti errori, non è che il male, per quanto lo scacciamo, è dentro di noi, che il male siamo anche noi?»
- Antonio Ant Cornacchia
ILLUSTRAZIONE. È l’erede della grande tradizione di cartellonisti italiani «Il manifesto è un mezzo davvero democratico, è molto più stimolante catturare l’attenzione di un passante distratto per strada che il visitatore di una mostra in galleria». Con lui abbiamo parlato anche di talento, commissioni e formazione «Il disegno è il mio modo di conoscere il mondo e gli altri», un mondo in cui «Nessuno sta più in silenzio, il silenzio prima di una risposta, il silenzio prima di parlare. Sono tutti proclami senza un dialogo».
- Stefano Lorusso
CINEMA. La sua è una creatività temeraria e debordante, che attraversa i linguaggi con la naturalezza di un acrobata. Il palcoscenico, luogo di sperimentazione e di lavoro sul corpo degli attori. Il film, spazio di massima manipolazione nelle mani del regista. E lo spettacolo, come puro momento performativo, sempre al centro della scena.
- Simona Cesana
ARTE. Instancabile sperimentatore, ha attraversato correnti artistiche come la pittura segnica, l’arte concettuale, la narrative art e il cinema d’artista ma è anche architetto, direttore di riviste e musicista. «Ho da sempre l’attitudine a pensare, costruire, lavorare e creare attraverso uno sguardo attento nei confronti della società». Il suo approccio non è arte “nel sociale”, cioè spostata semplicemente fuori dalle gallerie o dai musei, ma è arte “per il sociale”.

