Interviste
- Valeria Lucia Passoni
COMUNICAZIONE. È il fondatore e direttore dell’agenzia di comunicazione Parole & Dintorni «Ho iniziato seguendo i Ramones, i Nirvana al Bloom di Mezzago e il primo live dei Blur in Italia, con novanta paganti al Canguro Music Box di San Romano al Lambro». «Ligabue, con cui lavoro da vent’anni, mi ha detto: “Ricky grazie per tutto, lo so, il tuo è un lavoro di merda, ma lo fai con abnegazione”». «Non esiste più la critica musicale, ciò che conta è stare sulla scena dei social. Stiamo vivendo una deriva giornalistica che si ferma alla superficie ed è specchio della deriva della nostra società, in cui la fa da padrone tutto ciò che è fugace, istantaneo»
- Michele Cornacchia
CULTURA. Giornalista e ricercatrice, negli ultimi anni ha pubblicato alcune delle riflessioni più vive e militanti sulle politiche abitative «Fino agli anni Novanta c’era un equilibrio tra rendite, profitti e salari, tra la rendita e la produzione, tra le attività immobiliari e il lavoro, che oggi è saltato. Sempre capitalismo era, ma non così rapace.» «Oggi tutto è diventato tecnica, perdendo la sua dimensione politica. La politica è stata mangiata dall’economia e dalla finanza per ragioni profondamente ideologiche:»
- Fabio Pozzi
MUSICA. È tornato sui palchi con gli Offlaga Disco Pax «Non essendoci realtà musicali identitarie oggi, chi ne ha bisogno le trova nel passato. Se le canzoni che escono oggi non hanno una forma di riflessione collettiva ma solo individualista, è perché la società è così». «Penso che la persona che mi ha più condizionato e spinto ad iniziare a scrivere sia stato Paolo Nori»
- Antonio Ant Cornacchia
DISEGNO. Ha attraversato da protagonista molte stagioni del disegno e del fumetto italiano, da quella della Milano Libri di Gandini e Del Buono a quella del boom delle riviste, fino all’attuale in cui le riviste sono quasi del tutto scomparse e il formato graphic novel ha svelato le sue insidie.
- Letizia Grandolfo
POESIA. Trentatre anni tra l’esordio con Tornando nel tuo sangue e l’ultima uscita, Inabissarsi «Oggi c’è un vuoto, un baratro che cerca di essere coperto da effetti speciali, da bolge infernali. Alle spalle abbiamo le civiltà che abbiamo bruciato sull’altare di che cosa? Sull’altare di una finanza che è pura quantità, che non ha nessuna idea di qualità. In questo momento credo che abbiamo molto bisogno di tradizione.» Chi è Poeta? «Chi ha coraggio di affrontare la propria ombra, chi non può prescindere da questo.»
- Antonio Ant Cornacchia
FOTOGRAFIA. È tra i fondatori di Cesura, collettivo e casa editrice. I suoi progetti affrontano i “confini”, naturali, urbani o culturali. Le interessa «la fotografia in termini sociali, quella che ha a che fare con le persone», quelle che vivono le periferie e quelle che subiscono i conflitti.
- Silvio Teot
MUSICA. È nato a Cuba ma da sempre calpesta i palchi di tutto il mondo suonando il piano con uno stile personalissimo «Telonious Monk e la sua filosfia “Suona quel che ti senti” sono tra i miei riferimenti in assoluto». «La musica non ha passaporto, io non ho mai smesso di misurarmi con le tradizioni musicali del mondo intero. Ho sempre conservato il desiderio e la volontà di confrontarmi con le diversità.»
- Marianna Monguzzi
È il direttore dello spazio e progetto mARTadero in Bolivia, una realtà che da anni collabora con la Fondazione Rossi. «Qui l’arte non è solo espressione personale, ma uno strumento di cambiamento sociale».
- Antonio Ant Cornacchia
CULTURA. Art director, discografico, agitatore culturale, editore... Con Filippo Pennacchio, curatore di “Gianni Sassi fuorigabbia”, tracciamo il ritratto di un protagonista fondamentale della cultura italiana a cui questa rivista deve molto, per la sua capacità di abbattere gli steccati tra i linguaggi e tra “cultura alta” e “cultura bassa”.
- Michele Cornacchia
Si occupa di tecnologie digitali e filosofia della tecnica con uno sguardo sempre lucido e oggi, circondati dagli oligopoli di Meta o Google, più necessario che mai: “Ippolita si forma dall’intersezione di tre fiumi: l’hacking, la controcultura e il femminismo” . Una multidisciplinarietà per offrire strumenti alle comunità e ai movimenti. Perché, sanciscono, il futuro è qui e ora.

