Interviste
- Silvio Teot
STORIA. Tra i maggiori studiosi della storia orale, ha pubblicato libri su Bob Dylan, Woody Guthrie, Bruce Springsteen. Ricercatore di canti popolari e di protesta ha collaborato con Gianni Bosio e Giovanna Marini e curato progetti discografici che hanno segnato la storia del movimento operaio. “Pensavamo di poter cambiare il mondo. Poi abbiamo cominciato a pensare che questo mondo andava bene e bastava fare qualche piccolo ritocco. Infine siamo diventati i difensori di questo mondo”
- Giulia Maria Falzea
Cultura. Da oltre dieci anni con il festival Conversazioni sul Futuro invita i protagonisti internazionali della cultura, dell’informazione e dell’attivismo «Con il nostro lavoro vogliamo dare un valore assoluto a parole come libertà e dignità. È un sogno che forse è un po’ al limite con l’utopia, però questo è quello che faccio e facciamo».
- Antonio Ant Cornacchia
ARTI VISIVE. Cos’è una bella immagine? È ciò che trasmette, quello che ti fa pensare. Una foto che non accontenta solo lo sguardo, che ti fa chiedere che cosa vuol dire, perché l’hai fatta. Come il cinema, come qualsiasi forma d’arte: è vedere attraverso il tuo sguardo una realtà che ritieni possa entrare nell’immaginario degli altri.
- Federica Boragina
Arti visive. Da venticinque anni Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni esplorano insieme video, installazione, cinema, performance e teatro d’avanguardia «Il nostro è un modo d’indagare il molteplice e il “kaos” che ha come conseguenza l’errore salvifico nell’arte. Sapersi esporre all’errore è sempre fertile e vivere ai margini delle zone di comfort ti salva dal “fare il mestiere”».
- Valeria Lucia Passoni
MUSICA. Dalla scoperta del rap quando era adolescente fino alla nascita di Big Picture Management, passando per AELLE e per le case discografiche. La chiamano “la regina del rap italiano”, È manager di Fabri Fibra, Madame e Marracash. Ci porta alla scoperta delle radici e dell’evoluzione del genere musicale più popolare al mondo.
- Sara Elena Rossetti
POESIA. Poeta e scrittrice di libri per l’infanzia, ci racconta del suo rapporto con la parola, i bambini, il mistero, le fiabe e le ispirazioni «Accade che la parola trasformi, come un atto magico, a volte come una preghiera. Almeno dentro di me. Orienta, dice addio o benvenuto, accoglie cose nuove, si prepara. In me agisce. E fallisce anche, tante volte. Ma ritenta».
- Michele Cornacchia
LETTERATURA. Dopo sette anni come direttore del Salone del Libro, è tornato ad essere scrittore, conduttore radiofonico, autore di podcast e riviste: «Io non sono uno scrittore seriale e non posso fare previsioni su quel che scriverò. Scrivo di urgenza e questo mi permette di creare strutture narrative abbastanza complesse, di grande respiro. Se vivessi solo di scrittura, dovrei stare attentissimo al numero di copie che vendo, e questo mi condizionerebbe rendendomi meno libero.»
- Mino Vicenti
PROFESSIONI | CURATORE. Paolo Mele racconta il suo percorso nel mondo della produzione e della ricerca sul contemporaneao, fino all’approdo al centro per l’arte contemporanea Kora. «C’è un mondo dell’arte fatto di ricchezze o di logiche che esulano da quello che l’arte contemporanea dovrebbe fare, cioé porre domande, interrogativi, cercare di stimolare e arrivare tra la gente».
- Michele Cornacchia
Letteratura. Scrittore, autore, giornalista. Ha raccontato il mestiere di scrivere «Vivere di scrittura è difficile, penoso, faticoso, bisogna fare davvero molta gavetta e avere tanta determinazione». Della città in cui vive, Milano, dice «Capita continuamente d’incontrare persone speciali, interessanti, consapevoli e anche assetate di conoscenza e contatto umano, ma il problema è che tutte queste persone in gamba vivono nell’angoscia di non poter pagare l’affitto e di non sapere che ne sarà di loro fra due anni.»
- Alberto Zanchetta
PITTURA. «Io non riesco a non ammalare le immagini mentre le creo e a lasciare intonso qualcosa che vive con me ore e giorni. Mi interessa il ritmo vitale, il fare della pittura e della scultura come qualcosa che replica i riti del mio essere al mondo». «Non credo nell’arte schierata dalla parte del giusto, in una sorta di missione per dirimere il bene dal male. Tutt’altro. L’arte era e resta quella striscia in bilico fra i mondi, quell’apparizione che ci mette di fronte a una parte anche scomoda del sé, non necessariamente quella buona, accogliente, compassionevole».

