Interviste
- Silvio Teot
Racconta la musica pop dagli anni Settanta. Il mestiere, le amicizie, le rivalità, le ruggini. E un allarme: «I concerti costano troppo, pagare 60 euro per stare in piedi, in mezzo
al fango e non vedere niente mi fa pensare che il fanatismo ha vinto sulla curiosità».
- Stefano Lorusso
Ultimo grande caposcuola dell’arte del manifesto cinematografico in Italia, Renato Casaro con i suoi bozzetti e una produzione sterminata ha attraversato 50 anni di cinema. Ora che il cinema dipinto finalmente ottiene il riconoscimento che merita il futuro è tutto da scrivere, o da disegnare: «Penso che ci siano giovani che vorranno portare avanti questa tradizione, innovandola.»
- Antonio Ant Cornacchia e Fabio Pozzi
Da circa trent’anni è una delle penne più ispirate della musica indipendente italiana. Prima con gli Scisma e poi come solista (anche se, come dice, è sempre a capo di un gruppo), ha descritto in parole e musica la complessità dell’animo umano come pochi altri hanno saputo fare.
- Federica Boragina
ei manifesti in bianco e nero e la Biennale di Mosca. George Hardie, la storia come strumento di progettazione, il Compasso d’oro, l’insegnamento, Duchamp, Celant e Szeemann. Come in un gioco di enigmistica in cui la figura si rivela solo se l’occhio è attento e scruta la pagina: ritratto a matita di un maestro della grafica contemporanea.
- Antonio Ant Cornacchia
Dagli esordi illustrando Conan Doyle al Bartleby disegnato come un unico piano sequenza. Passando fra i matti, l’insegnamento, le riviste, gli editori europei, la musica e le serate live, da solo o in compagnia di altri grandi autori. Tutto comincia guardandosi intorno, perché «Osservare è già disegnare»
- Michele Cornacchia
Nel suo ultimo libro “Le grandi dimissioni” ha raccolto storie dall’Italia e dal mondo sulla crescente domanda di una nuova organizzazione del lavoro. Aumentano le proteste e cresce il numero di dimissioni volontarie a fronte di stipendi bassi e condizioni di lavoro che schiacciano le persone. È una nuova istanza politica: il tempo di riprendersi la vita.
- Antonio Ant Cornacchia
Dagli anni Sessanta fotografa gli invisibili. Tutto cominciò al Jamaica, a Milano, poi è entrato nelle fabbriche, negli ospedali psichiatrici, è stato in Jugoslavia, in Africa, in Cina. Ha portato ovunque il suo approccio umano e il suo spirito libertario.
- Sara Elena Rossetti
Che cosa rende universale la poesia? Cosa la fa viva oggi più che mai? Quali strade sembra prendere? Quante categorie continua a sfuggire? Ne parliamo con una giovane autrice, poeta, ricercatrice, redattrice e campionessa di poetry slam.
- Stefano Lorusso e Mino Vicenti
Ritratti. Testimoniò la vita culturale e la cronaca lucana e pugliese per moltssimi anni, fu corrispondente per Paese Sera, l’Unità e l’Espresso. Oggi il figlio Peppe cura l’archivio dei suoi materiali e nel 2023 il MAXXI di Roma gli ha dedicato una mostra.
- Antonio Ant Cornacchia
Fumetto (ma anche design, musica e arte). Ha pubblicato le sue tavole su tutte le riviste storiche italiane, da Frigidaire a Linus, sempre sul confine fra underground e mainstream. «Il disegno è il compromesso tra quello che vorresti fare e quello che riesci a fare. Alla fine viene fuori qualcosa che non avevi nemmeno previsto, questa è la cosa bella e interessante.»

