MUSICA. Suona in tutto il mondo alla guida del Canzoniere Grecanico Salentino e con grandi musicisti come Richard Galliano, Trilok Gurtu, Steward Copeland e Ludovico Einaudi.
«A me piace moltissimo questo genere di cose i cui confini sono veramente larghi. In fondo è il sogno che il CGS rincorreva: che la pizzica, e tutto l’immaginario della taranta, potesse avere diritto di cittadinanza accanto a samba, musica balcanica, irlandese, il fado e così via.»

Mauro Durante in una foto di Martin Cervelli (dettaglio)
Il Canzoniere Grecanico Salentino (CGS) nasce nel 1975, in un contesto storico segnato dal folk revival italiano e da una rinnovata attenzione verso le culture popolari del Mezzogiorno. Tra i promotori del progetto vi furono intellettuali e operatori culturali legati al territorio salentino, tra cui la scrittrice Rina Durante — figura centrale nella riscoperta dell’identità linguistica e musicale locale — e ricercatori e musicisti come Daniele Durante, Roberto Licci, Luigi Chiriatti, Rossella Pinto e Bucci Caldarulo. Oggi il gruppo rappresenta una delle esperienze musicali e culturali più longeve e significative del panorama italiano ed europeo. Nato come progetto di recupero e valorizzazione della musica popolare del Salento, ha saputo attraversare cinquant’anni di storia trasformandosi da gruppo di ricerca territoriale a protagonista riconosciuto della scena world music internazionale, senza mai perdere il legame profondo con le proprie radici. Grazie a Mauro Durante, attuale direttore artistico del gruppo, ha saputo valorizzare quello che poteva sembrare solo un semplice passaggio di testimone, da padre in figlio. Suo padre Daniele gli aveva infatti affidato “le chiavi della bottega” affinchè Mauro ne facesse buon uso.
Il passaggio di testimone è stato naturale. Avevo 14 anni quando sono entrato a far parte del CGS. Papà ne era il direttore. Già nel 2005 lui mi disse che aveva pensato di affidarmi il gruppo. Pertanto il passaggio è stato graduale. Il rischio di sbagliare era alto ma la scommessa andava accettata. L’insegnamento di mio padre è stato impareggiabile perchè affidare a un giovane questa responsabilità e metterlo alla prova anche a rischio che facesse errori è quello che, in definitiva, serve. Spesso si è invece restii, specialmente in Italia, a dare spazio ai giovani. Per me è stata fondamentale questa dimostrazione di fiducia. Pensa che io oggi ho 41 anni e il Canzoniere ne ha compiuti 50. Ha solo nove anni più di me! Da subito ho cercato di migliorare il percorso del CGS perché questa responsabilità era ed è ancora forte: raccogliere l’eredità di Rina Durante e di mio padre è qualcosa di complesso, importante e stimolante. Poi ovviamente c’è l’entusiasmo che ti aiuta. Ci sono i sogni. E oggi, che papà non c’è più, questa missione si è trasformata nel sogno di portare nel mondo intero un progetto che sembrava solo localistico. Era un obiettivo che aveva anche lui, un sogno condiviso che me lo tiene ancora legato. L’obiettivo iniziale del CGS era duplice: da un lato documentare e salvaguardare un patrimonio musicale a rischio di scomparsa — canti di lavoro, ninne nanne, musiche rituali e devozionali — dall’altro restituirlo al pubblico attraverso l’esecuzione dal vivo. Al centro di questo lavoro vi era la pizzica, danza e musica legata al fenomeno del tarantismo, inteso non solo come rituale terapeutico, ma come espressione simbolica di una cultura contadina complessa. Oggi significa anche misurarsi con la musica del mondo.
Quello di Daniele è stato un atto d’amore per un figlio o per il progetto?
Forse entrambe le cose. Perché lui aveva intrapreso comunque una carriera da solista, collaborando con altri progetti e sperimentazioni. Fino ad occuparsi, negli ultimi anni della sua vita, di cose differenti come la direzione artistica della Notte della Taranta, sbrogliando questioni gestionali, politiche… in definitiva facendo altre cose. Senza avere il peso della gestione di un gruppo come il CGS con una storia e un percorso ben stabilito. Poi è evidente che sia stato un atto d’amore, di fiducia, nei miei confronti. La dimensione internazionale che mi ero proposto è uno dei tanti passaggi di un percorso che nel CGS ci sono stati nonostante varie cesure. Prima c’era stato il passaggio da Rina a mio padre ed era avvenuto anche in maniera traumatica. Nel mio caso è stato condiviso. E io spero di fare altrettanto: lasciare il testimone a qualcuno dopo di me.
Tu hai conosciuto Rina Durante?
Quando lei era la responsabile del gruppo non la conoscevo. Parlo del periodo della scissione, quando Rina e la cantante Bucci Caldarulo lasciarono il gruppo. Rina l’ho conosciuta molto dopo, quando c’è stato un riavvicinamento tra lei e papà.
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