
Louis Roquin (scomparso all’inizio di quest’anno) è stato un artista completo. Autore di diversi saggi sulla relazione tra percezione del suono e scrittura musicale, Roquin ha indagato e praticato concretamente, più che solo teorizzare, il rapporto tra arti figurative e musica.
Ricordiamo soprattutto il suo Journal des sons (Diario di suoni) un saggio che ha avuto lo straordinario pregio di prendere coscienza che quello in cui viviamo e siamo immersi è anzitutto un mondo di percezioni sonore: vibrazioni, melodie, rumori, una polifonia quotidiana in cui anche il silenzio prende corpo e rilevanza, come segno negativo che marca una (eventuale) mancanza di suoni.
Compositore e artista plastico, Louis Roquin ha sempre considerato e utilizzato la notazione musicale anche per le sue qualità grafiche, elaborando delle composizioni visive perfettamente eseguibili da strumenti musicali. Tutta la sua ricerca artistica parte e si struttura a partire dallo studio della disciplina musicale: tromba, contrappunto, composizione, armonia, ma fondamentale è l’intuizione e la volontà di applicare a mondi artistici diversi la ricerca sul suono, considerando le varie arti mezzi espressivi complementari. Facendole dialogare tra loro, l’artista crea delle vere e proprie “sonorità visuali”, che mescolano collage, calligrafie, disegni, partiture e che hanno il duplice risultato di essere composizioni grafiche e composizioni musicali. Musica, performance, esposizioni, o secondo l’artista “rappresentazioni del segno e del suono”, l’attività singola e di gruppo di Louis Roquin sfocia in arte totale. In questa visione, i mezzi artistici sono considerati elementi duttili e di relazione, e le varie discipline artistiche, dialoganti tra loro, si compenetrano e si fondono.
Le son d’une ville (Il suono di una città) è un libro d’artista editato nel 2008 da Despalles éditions a Parigi e Mayence in versione bilingue francese/tedesco, con stampa a pigmenti su carta Arches e tirato a 77 esemplari. Il libro è il risultato di una ricerca molto singolare e intuitiva eppure estremamente precisa e sistematica. Durante un soggiorno a Berlino, Louis Roquin rimane colpito dai gruppi alfabetici in cima alle pagine dell’elenco telefonico della città. L’artista nota che essi formano delle tetradi cioè degli accordi di quattro suoni diversi, con qualità sonore molto interessanti: ABAC, BIEG, HEUS, … Roquin decide di isolare ogni tetrade e di tradurla in segno visivo. Di seguito, a partire dalla loro frequenza di apparizione e dalle loro relazioni nell’annuario, compone con quei segni un tessuto grafico e musicale, una vera a propria partitura, potenzialmente eseguibile. A quel punto, associando ad ogni lettera dell’alfabeto un volto e un oggetto trovato per strada, crea una sorta di ready-made musicale e visivo.
Le son d’une ville riunisce 26 composizioni nate dall’iterazione tra ritratti ed altrettanti oggetti. Si può intendere come la trasformazione visibile del legame immaginato dall’artista tra soggetti immersi nella loro vita cittadina ed elementi diversi presenti nello spazio urbano in modo fortuito e casuale. Da questa relazione scaturisce un flusso vitale che l’artista appunta con differenti mezzi (foto, disegni, note), creando un singolare diario di viaggio, un’esperienza musicale e visiva che va al cuore della città. Ognuna delle 26 composizioni è formata da cinque movimenti, che si possono facilmente leggere e immaginare eseguiti in musica. L’edizione curata da Johannes Strugalla per le edizioni Despalles comprende incisioni, fotografie, disegni, appunti grafici, una composizione eterogenea riunita sotto forma di libro. Un insieme che equivale ad una testimonianza viva e in movimento, una partitura ricca di sfumature e voci molteplici trasformate in musica e immagini concrete e sfogliabili.
Le son d’une ville è un approccio inconsueto e multiforme alla nozione di viaggio: non solo l’intenzione è quella di cogliere e approfondire la complessità di una città, qui Berlino, ma anche di trasferire quell’esperienza multisensoriale allo spettatore/lettore, e di comunicargliela integralmente.


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