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Standing book of lead

 

 

Tra gli artisti contemporanei che scelgono il medium del libro come mezzo privilegiato c’è Anselm Kiefer.

Fin dal 1969 Kiefer esplora il mondo, proibito e non-dicibile per un artista tedesco, della storia recente: la catastrofe nazionalsocialista. E il mezzo del libro è forse quello più in grado di trasmettere il senso del racconto e della Storia come testimonianza collettiva. 

Nella lectio magistralis pronunciata nel novembre del 2014 durante il conferimento della laurea honoris causa in Filosofia all’Università di Torino, Kiefer aveva precisato il rapporto intercorso nella sua opera tra libro e Storia, la dimensione rituale della lettura e l’importanza dell’oggetto-libro come testimonianza. L’artista aveva dichiarato: “Il libro mi accompagna dalla più tenera infanzia. Ha un’importanza capitale, tanto nella mia vita quanto nella mia pratica artistica. Ritengo che rappresenti il 60% della mia opera”. Libro come pratica quotidiana, anche nella composizione di diari riempiti di annotazioni, idee da sviluppare, schizzi, citazioni ma anche note banali del quotidiano. Per Kiefer il libro è “un rituale, struttura il tempo e fa appello ad altri poteri rispetto a quelli della cultura”. Tra i rituali legati al libro, c’è quello mattutino: prima di mettersi all’opera l’artista percorre la sua biblioteca (lunga sessanta metri) trovando spesso esattamente il libro necessario. Come in un’evidenza insieme miracolosa e semplice, l’artista trova ciò che cerca, come se ci fosse “un accesso ai nostri libri che non passa per l’intelletto, che transita altrove rispetto al cervello”.

Nella sua opera in generale e nei libri d’artista in particolare, Kiefer attraversa il rimosso della cultura tedesca, i mostri notturni della civiltà contemporanea che ha generato l’Olocausto e affronta questo viaggio con il compito di fare da guida. L’artista per Kiefer è infatti colui che trascende attraverso il personale e il soggettivo per calarsi nel collettivo e il sociale. In questo senso è alchimista e angelo. Cioè colui che opera una trasmutazione della materia dalla terra al cielo, con un dialogo incessante fra gli estremi piuttosto che farli fronteggiare in modo giudicante. L’Arte, per Kiefer, è veritiera ed efficace quando contiene le dicotomie della vita. Il processo artistico trae anzi energia e forza da questo perenne confronto. Fin dalla serie fotografica Besetzungen del 1969, Kiefer aveva affrontato l’argomento scomodo e disgraziato del recente passato nazionalsocialista, con la convinzione che l’arte abbia il potere e il compito di tenere testa a tutte le tragedie e tutti i drammi della storia dell’umanità. L’artista/angelo si fa mediatore, veggente, messaggero, guida e congiunzione tra elementi avversi. È il processo artistico in sé stesso che opera il contatto tra opposti poiché è fatto di lavoro intellettuale e lavoro manuale.

I libri d’artista di Kiefer, sempre unici e senza tiratura, registrano e testimoniano eventi. A volte ripercorrono nella scelta dei materiali il tentativo alchemico di ascendere dal basso all’alto. Ecco allora i bitumi, le terre, le tracce di immagini bruciate o semi-cancellate, i frammenti e le corrosioni, i segni di quella trasmutazione alchemica dal terreno al celeste. Il linguaggio di Kiefer è scrittura, densa, malinconica, spesso funerea, sempre con la consapevolezza che l’artista-testimone è un elemento isolato, solo, al di sopra delle parti. Il suo sguardo è intimo e interiore, privo di limiti e costrizioni. Esso può librarsi e accedere a dimensioni che trascendono la realtà pur fondandosi su di essa.

Alchemici sono in particolare gli ultimi libri d’artista in lamina di piombo, il cui significato non ha più bisogno di parole ed immagini: forma e materia sono di per sé stessi significanti, creano connessioni che trasportano ad una dimensione superiore. Il piombo, infatti, è il simbolo della trasmutazione degli elementi, il più basso in ordine di grado, primo gradino del procedimento alchemico per ottenere l’oro e innalzarsi così a stadi spirituali superiori. Kiefer stesso parla di “dissimulazione totale” e di “paradossi perfetti” perché sono libri impossibili da leggere e sfogliare, troppo pesanti da maneggiare, fatti di una materia opaca e senza parole. Libri-non-libri.

 

Anselm Kiefer Das Balder Lied DET 3

 

K4

 

 

 

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L'articolo integrale è pubblicato nel n. 17 di Awand, autunno 2025.
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Tiziana Romanin
Tiziana Romanin
Tiziana Romanin è nata nella provincia veneziana. Nel 1993 si è diplomata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia. In seguito ha lavorato come assistente ai costumi e alle scene per diversi teatri italiani (Arena del Sole di Bologna, Teatro Rossetti di Trieste tra gli altri) e ha realizzato apparati scenografici per esposizioni ed eventi. Con i disegni per manifesti, depliant e copertine ha iniziato a occuparsi di illustrazione e a collaborare con studi di comunicazione. Contemporaneamente ha iniziato ad occuparsi di incisione e grafica d’arte, realizzando i primi libri d’artista. Nel 1998 si è trasferita a Parigi. Dal 2010 vive stabilmente a Milano. Ha lavorato con molte case editrici e periodici francesi ed italiani: Eyrolles, Sarbacane, Grandir, Odile Jacob, Bruno Mondadori/Pearson, tra le pricipali case editrici; Libération, Le Monde, Télérama, Magazine Litteraire, Madame Figaro, Il Sole 24Ore, Diario, tra le riviste. Dal 2000 per il Centro di Lingua e Cultura italiano di Parigi ha ideato e tenuto dei corsi settimanali per bambini di educazione all'espressione. Nel 2004 su invito dell’Alliance Française di Ahmedabad (India) ha progettato e tenuto delle lezioni teorico-pratiche sul linguaggio del libro illustrato all’Accademia di Belle Arti indiana. Il progetto, chiamato"Approaching-A l’approche", è diventato una conferenza (Salone del Libro di Saint-Priest, Lione, 2004). Dal 2000 a oggi ha ideato e realizzato diversi laboratori creativi per ragazzi e numerosi incontri, conferenze e workshop per adulti sul tema del libro illustrato e sul libro d’artista. Dal 2015 collabora con la scuola di illustrazione MiMaster di Milano. Nel 2022 è stata invitata dall’Istituto italiano di cultura di Parigi al Festival Italissimo per alcuni workshop, firmando anche il manifesto dell’evento. Nel 2022 e nel 2023 ha tenuto delle masterclass e dei workshop al Salone del libro di Montreal (Canada) e alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Dal 2023 tiene dei workshop sul libro d’artista all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

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