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L'appuntamento di Monza e l'attivismo giocoso e colorato dei Queen of Saba

L'appuntamento di Monza e l'attivismo giocoso e colorato dei Queen of Saba
 

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Ciao Visitatore

si avvicina il primo dei due appuntamenti per brindare al nostro quinto compleanno e presentare il nuovo numero.

Il 10 luglio 2026 dalle 19 saremo ospiti di Elsa Libreria Creativa, in via Rota 11 a Monza.
Per prenotare scrivere a: elsa.libreriacreativa@gmail.com

Continua poi la presentazione delle interviste del nuovo numero. Dopo quelle con Ivan Hurricane, Alex Majoli, Irene Facheris, Davide Enia, Fausta Vetere, Alessandro Piva e Christian Raimo oggi parliamo dei Queen of Saba.

 

20 Awand

 

Queen of Saba

MUSICA. Uno dei progetti più esplosivi dell’underground italiano degli ultimi anni, i Queen Of Saba si sono fatti portavoce di un attivismo giocoso e colorato ma al tempo stesso capace di affondare le unghie nelle ipocrisie della nostra società.

Uno dei progetti più esplosivi dell’underground italiano degli ultimi anni, i Queen Of Saba si sono fatti portavoce di un attivismo giocoso e colorato ma al tempo stesso capace di affondare le unghie nelle ipocrisie della nostra società. I loro brani non temono di sporcarsi con il pop e dal vivo assumono una potenza liberatoria, capace di combattere, attraverso il ballo e la partecipazione, tutte le brutture del mondo che ci circonda. Abbiamo parlato con Fabio, cantante del duo, che ci ha fatto capire che percorsi può battere l’attivismo in musica in questi anni difficili da descrivere.

Iniziamo con un po’ di storia: come nascono i Queen Of Saba? Da quali esperienze musicali precedenti arrivavate? Cosa vi ha fatto capire che potevate lavorare insieme in maniera fruttuosa?

Io e Lorenzo ci siamo incontrati nel 2016 tramite amicizie comuni; io all’epoca mi esibivo con un duo percussioni e voce, dopo tanta gavetta con piccole band di cover blues, jazz, musica di strada e concertini nei bacari di Venezia, mentre lui suonava la batteria in una band reggae-ska storica della zona. È stato una specie di colpo di fulmine artistico, abbiamo subito cominciato a scrivere insieme e ci siamo presto resi conto di avere un’intesa istintiva, frizzante, che nel tempo si è evoluta e continua a rendere i momenti di composizione tra i più felici e fruttuosi della nostra collaborazione e amicizia.

A grandi linee la vostra musica può essere definita come electro-soul-pop; sono generi musicali che avete ascoltato ed introiettato fin dall’adolescenza o avete avuto percorsi differenti?

Siamo entrambi voraci consumatori di generi vari, e lo siamo sempre stati: se io da piccolo ero fissato con il rock degli anni ‘70, Lorenzo invece ha cominciato prestissimo ad appassionarsi di musica latina; i miei riferimenti vocali spaziano da Nina Simone ad Alice Phoebe Lou, le sue influenze sonore si ritrovano nel reggae roots come nel pop dei Black Eyed Peas; i testi che scrivo sicuramente devono molto a Battiato, ma anche alla scena rap italiana e non; e se chiedi a Lorenzo da dove raccolga idee per i pattern ritmici ti dirà che deve tutto al suo maestro di percussioni senegalese.

Una caratteristica preponderante dei vostri brani sono i testi, che si fanno bandiera di un attivismo a 360°, con un focus particolare sulle tematiche di genere, queer e LGBT. Come nasce un vostro testo? E come lo fate poi dialogare con la musica?

Testi e musica nascono nei modi più vari, a volte Lorenzo mi manda delle suggestioni musicali, se non basi intere, su cui scrivere qualcosa, altre volte io sono preso dall’ispirazione e scrivo sul mio quadernino testi fatti e finiti da cui poi partiamo per costruire una struttura e una sonorità coerenti. Il fatto di vivere in due città diverse a volte è limitante, altre volte ci dà l’occasione di confrontarci a distanza mentre ognunǝ vive la sua vita, che è una modalità interessante, oppure di avere esplosioni di creatività tutte concentrate nei momenti che passiamo insieme, magari tra un concerto e l’altro, la maggior parte delle volte durante i viaggi in macchina! Per quanto riguarda la scrittura dell’ultimo album, invece, abbiamo lavorato a stretto contatto, costruendo insieme sia il testo che la musica in lunghe sessioni in casa. I temi li scegliamo spesso insieme, oppure nascono da esigenze personali e/o afflati ideologici.

La musica “politica” degli scorsi decenni, dai cantautori alle posse, è qualcosa che vi ha influenzato? O al contrario, è qualcosa con cui volete rompere?

Penso sia inevitabile farsi influenzare da quello che viene prima, certo, che lo si voglia volontariamente introiettare o meno, che lo si voglia superare o meno. Quando noi ci occupiamo di politica non vogliamo per forza abbracciare questa o quell’altra corrente artistica nella sua struttura dogmatica, ma piuttosto assorbire le pratiche che ne hanno coadiuvato l’esistenza, soprattutto quelle collettive. Crediamo molto nel fare rete, una rete che si estende non solo nello spazio e nel contemporaneo ma anche nel tempo che ci precede e ci seguirà.

(...)


Awand 20

 

L'intervista integrale è, ovviamente, sul numero 20.

 



20 Awand

 

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Ci vediamo il 10 luglio a Monza e il 21 luglio a Altamura

Due occasioni per brindare ai 5 anni di Awand e per presentare il nuovo numero.

Il 10 luglio 2026 dalle 19 saremo ospiti di Elsa Libreria Creativa, in via Rota 11 a Monza.
Per prenotare scrivere a: elsa.libreriacreativa@gmail.com

Il 21 luglio dalle 18.30 saremo ospiti dell'Agorateca di Altamura, in via Stefano Lorusso 1. Ingresso libero.

Tutte e tutti invitati!

 



 

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