Ben Morea 2016 Tony Cenicola The New York Times

 

Una delle esperienze più originali dell’editoria indipendente è quella di Black Mask fondata a New York City nel 1967 dal pittore Ben Morea a partire dal collettivo di artisti il cui nome rimandava al testo Pelle nera, maschere bianche di Frantz Fanon1.

Nato dalle idee di Aldo Tambellini, al gruppo si aggiunse Ben Morea che favorì la nascita del Black Mask – fusione di idee dadaiste e surrealiste con l’anarchismo della Colonna Durruti2 – che strinse legami un po’ in tutto il mondo: dai Diggers di San Francisco, ai Provo olandesi fino ai giapponesi Zenga-kuren, ma soprattutto con i situazionisti francesi che ristamparono la rivista per distribuirla in Francia.
Il gruppo intervenne all’interno del panorama artistico del proprio tempo: dalla protesta contro il finanziamento della guerra da parte delle corporation di Wall Street alle battaglie nelle conferenze dello Studens for Democratic Society fino alla difesa di Valerie Solanas, accusata di tentato omicidio nei confronti di Andy Warhol.

Stampata fino al 1968 per un totale di 10 numeri, la rivista usava un linguaggio vibrante, così descritto dallo stesso Morea: «Non siamo né artisti né anti-artisti. Siamo uomini creativi, rivoluzionari. Come uomini creativi ci dedichiamo alla costruzione di una nuova società, ma dobbiamo anche distruggere la parodia esistente. Quale arte sostituirà i corpi in fiamme e le menti morte che questa società sta creando?»3.

L’obiettivo era quello di favorire la nascita di una nuova sensibilità rivoluzionaria visto che: «La rivoluzione estetica deve essere parte della rivoluzione totale. Una rivoluzione che porterà a una società in cui le arti saranno parte integrante della vita di ognuno come nelle società primitive, e non un’appendice della ricchezza»4. Emerge quindi una critica alla società accusata di essere schiava di due forze negative: il denaro e la tecnica. Molti anni dopo, e senza una vera linea di congiunzione teorica, le stesse accuse saranno mosse da un lato sul manifesto redatto da Unabomber dal titolo La società industriale e il suo futuro5 e dalla teoria anarco-primitivista6 e, dall’altra, dalle idee dell’antropologo David Graeber e dai movimenti No Global7 e Occupy Wall Street.

Black Mask era esteticamente una fanzine stampata interamente in bianco e nero. Con la sua estetica scarna e diretta, l’utilizzo del collage, del testo scritto a mano, la sua quasi totale assenza di illustrazioni, anticipò quella che qualche anno dopo sarebbe emersa come l’estetica fanzinara tipica del punk.

La folle creatività nichilista di Black Mask è decisiva per capire la radicalizzazione successiva del movimento che avverrà a partire dagli anni Settanta attraverso numerosi gruppi, soprattutto gli Weathermen con la loro rivista Osawatomie.

 

1 F. Fanon, Pelle nera, maschere bianche: il nero e l’altro, Tropea, Milano, 1996.

2 La colonna Buenaventura Durruti è una delle formazioni militari irregolari formata in gran parte da anarchici e comunisti che combatté contro Francisco Franco e le truppe fasciste straniere durante la guerra civile
spagnola. Buenaventura Durruti, leader sindacalista anarchico morto nei primi mesi di guerra, da cui prese il nome la formazione, ne fu il comandante.

3 B. Morea, Black Mask, n.3, 1967.

4 B. Morea e R. Hahne, Black Mask & Up Against the Wall Motherf**ker: The Incomplete Works of Ron Hahne, Ben Morea, and the Black Mask Group, PM Press, New York, 2011, p. 13.

5 T. J. Kaczinsky, La società industriale e il suo futuro. Il Manifesto di Unabomber, Stampa Alternativa, Roma, 1997.

6 Il movimento anarco-primitivista è un insieme di correnti culturali moderne che individuano la «vera dimensione dell’essere umano e della società» nell’abbandono della modernità e nel ritorno ad uno stile di vita primitivo.

7 Il movimento no global indica organizzazioni non governative, associazioni e singoli individui relativamente eterogenei dal punto di vista politico e accomunati dalla critica alla globalizzazione soprattutto in ambito economico.

 

Black Mask issue 10 April May 1968

 

Black Mask issue 4 February March 1967

 

Black Mask issue 10 April May 1968

 

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L'articolo integrale è pubblicato nel n. 7 di Awand, primavera 2023.
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Francesco Ciaponi
Francesco Ciaponi
Francesco Ciaponi (Pontedera, 1978) è docente di Storia della Stampa e dell’Editoria all’Accademia di belle Arti di Brera, alla LABA Libera Accademia di Belle Arti di Rimini e di Comunicazione visiva all’Istituto Modartech di Pontedera. Fondatore del Centro Studi EdF, progetto di ricerca sulle forme più marginali e sperimentali della comunicazione, ha curato per Lazy Dog insieme a Silvia Sfligiotti il secondo volume della collana di Antologia di cultura grafica dedicata alle Controculture. Il suo ultimo libro è “Fanzine culture” edito da Flaco Edizioni (2024).

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