
Il tema dell’abbecedario è un grande classico. Perciò è un soggetto sfidante, difficile non lasciarsi intimorire dagli esempi già esistenti e non essere insidiati dal puro esercizio di stile.
Klein little piccolo è un abbecedario giocoso e lieve, realizzato a due mani da Linda Wolfsgruber e Federica Pagnucco, che aggiunge una nuova variante al tema, senza sfide programmatiche eppure riuscendo spontaneamente in originalità.
Frutto di un robusto e appassionato lavoro di realizzazione, il libro tuttavia non ne conserva la gravità. La particolarità sta nell’esplorare non solo le relazioni grafiche e concettuali tra forme e suoni, ma nel proporre un’iterazione fra le arti, una fusione lieve e divertita tra linguaggi diversi.
L’insieme è molto complesso, nonostante la sua apparente semplicità. L’approccio ludico sta alla base dell’intero progetto. Gioco tra segni e parole, tra disegno delle lettere e il loro significato, tra forme e spazio grafico. Il repertorio di elementi scelti segue la logica della semplicità, riunisce quelle piccole cose che da un microcosmo semplice e bambino, parla ad ognuno in modo pacato e intimo. Un piccolo mondo i cui rimandi vanno ad esperienze che ciascuno di noi ha fatto, mentre componevamo a nostra insaputa il nostro proprio ABC del vivere, in un quotidiano vissuto con inconsapevole purezza, pezzetto dopo pezzetto.
In Klein little piccolo la messa in relazione di questi elementi basici avviene sia visivamente che per “simpatia” reciproca. Segue poi un ulteriore ordine, ovviamente alfabetico. Il gioco, infine, si instaura tra lingue diverse. Le due artiste infatti sono di madrelingua tedesca l’una e italiana l’altra. L’una precisamente sudtirolese, l’altra friulana. Questo gioco in profondità sulle differenze e le identità (avvicinamento e scambio) accenna anche ai rispettivi dialetti. La terza lingua che compare è l’inglese, come dire: definiamo le nostre peculiarità e le nostre diversità ma anche apriamo, affinché ci si possa capire maggiormente.
La struttura del progetto è rigorosa: un leporello a tre colori scelti tra una variante dei primari, stampato alternativamente su carta dai toni caldi e freddi. Il libro è realizzato con incisioni dirette per le immagini (xilografie) e caratteri tipografici, sia di piombo che di legno, per le lettere e le parole. La stampa, effettuata alla Tipoteca Italiana di Cornuda, è quindi il risultato di un’operazione molto articolata. Ogni colore, infatti, ha avuto bisogno di un proprio singolo telaio, montato con immagini e lettere, così che ogni copia è stata battuta al torchio a mano 60 volte, per essere poi rifinita e arricchita da alcuni dettagli disegnati.
Ma la mescolanza di lingue di Klein little piccolo, come dicevamo, è anche mescolanza di linguaggi artistici. Il libro d’artista infatti è accompagnato da un’animazione, dal sapore dadaista, firmata da Thomas Renoldner e dalla stessa Linda Wolfgruber, e interpretata musicalmente da Peter Rosmanith. Nel video, i richiami musicali si inseguono e ritornano, si avvicendano proprio come fanno gli elementi visivi, oggetti e lettere, nella sequenza del leporello. Il lavoro di assonanze, di collegamento tra fonemi in varie lingue, si trasforma qui in musica, attraverso un mescolarsi di suoni puri, tintinnii, percussioni, e melodie che si sfiorano e intersecano, ad accompagnare gli elementi del libro in una passeggiata animata, quasi a fare di lettere e immagini gli attori (o i danzatori) di un piccolo spettacolo. Un lavoro che ricorda quello di Murielle Lèfevre sul Théâtre de Minuit di Kvéta Pacovska.
Una pubblicazione in offset segue l’uscita del libro d’artista. Alla tiratura di 20 esemplari in bella carta e procedimenti tradizionali, inserita nel prestigioso archivio Oplà di Merano, viene affiancata un’edizione reperibile in libreria, per i tipi di Lutschacht Verlag di Vienna. Operazione anche questa molto interessante, perché propone una diversificazione: a lato della pubblicazione per un pubblico di bibliofili e appassionati, esiste un’edizione più economica, accessibile a chiunque voglia avvicinarsi al mondo del libro d’artista.



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