Il divano  232 pagine   14 euro  

«Sono convinto che Renato Guttuso sia il pittore più importante attivo oggi in Europa occidentale. Dico Europa occidentale perché la sua opera appartiene alla tradizione artistica che va dal Rinascimento italiano e da Michelangelo a Caravaggio, Poussin, David, Géricault, Courbet, Van Gogh e Picasso: una tradizione che, nonostante tutte le sue ramificazioni e le sue complessità, ha rispecchiato e fatto avanzare senza posa il progresso della coscienza europea, prima dal feudalesimo al capitalismo e adesso al socialismo.
«Come per tutti i veri rivoluzionari, la fede di Guttuso nel futuro gli ha permesso di capire il passato in modo assai più nitido della maggior parte dei suoi contemporanei».

John Berger «guardava i dipinti come se fossero persone» (Bernard Berenson). Berger «entra letteralmente dentro l’opera – scrive la curatrice del volume Maria Nadotti – e cerca di immaginarsi che cosa l’abbia resa possibile, quali ostacoli abbia dovuto superare il suo autore per realizzarla». A lui si deve l’ingresso di Guttuso nella scena inglese degli anni cinquanta, come sottolinea Marco Carapezza nella Nota finale, considerando il suo approccio anticipatore di quello dei cultural studies. In questo libro – finora pubblicato solo nella Germania Est (1957) e in URSS (1962) – il cui perduto originale è stato fortuitamente ritrovato di recente, Berger analizza alcuni quadri del grande pittore, profilandone con passione la figura culturale e il ruolo sociale: un realista in cui confluiscono la lezione delle avanguardie e una nitida visione politica.